C’è un periodo dell’anno in cui il sito dell’Agenzia delle Entrate 730 diventa una delle pagine più visitate d’Italia. Eppure, noto che molti vivono questa scadenza con ansia, come se fosse un esame. Io preferisco vederla diversamente: la dichiarazione dei redditi è il momento in cui fai i conti con lo Stato e, molto spesso, il momento in cui puoi recuperare eventuali crediti spettanti. Spese mediche, interessi del mutuo, sport dei figli… non sono solo uscite, sono voci che hanno un valore. Il mio obiettivo è farti arrivare a questo appuntamento preparato, rispondendo ai dubbi più comuni che mi sento rivolgere in studio.
Segnati queste tempistiche per non farti trovare impreparato. Solitamente, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il modello 730 precompilato nell’area riservata del suo sito verso il 30 aprile. Attenzione però: in questa prima fase puoi solo visualizzarlo per controllare i dati. Per poterlo modificare (se mancano spese) o inviare definitivamente, bisogna aspettare una data successiva, che di solito cade intorno alla metà di maggio.
Questa è la domanda da un milione di dollari quando si parla di Agenzia delle Entrate 730. C’è un equivoco diffuso: molti pensano che basti avere tante spese per avere un rimborso alto. La verità è che il rimborso ha un tetto invalicabile: l’IRPEF che hai versato. Si chiama “capienza fiscale”. Se durante l’anno hai pagato 2.000 euro di tasse (trattenute in busta paga), il massimo che lo Stato potrà ridarti indietro è 2.000 euro, anche se hai speso una fortuna dal dentista. Inoltre, per molte spese (come quelle mediche) recuperi il 19% dell’importo, non tutto il costo.
Hai tre strade principali. La prima è il “fai da te” sul sito dell’Agenzia delle Entrate per 730: è gratuito, ma rischioso se non conosci bene la materia. La seconda è il CAF e la terza è affidarsi a un professionista abilitato. La differenza? Il professionista non si limita a inviare i dati, ma verifica la tua situazione globale, ti consiglia su cosa conviene detrarre e si assume la responsabilità del visto di conformità, garantendoti sonni tranquilli.
Hai inviato tutto e ora aspetti il bonifico o l’accredito in busta paga. Per monitorare la situazione non serve chiamare il numero verde ogni giorno. Ti basta accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate 730 e cercare la voce “Cassetto Fiscale”. Lì, nella sezione dedicata alle dichiarazioni, troverai lo stato di lavorazione del tuo rimborso. Di solito, per i dipendenti arriva con lo stipendio di luglio, per i pensionati ad agosto/settembre.
Il nemico numero uno del tuo rimborso? La carta termica degli scontrini della farmacia! Dopo pochi mesi sbiadisce e diventa illeggibile. Ricorda che l’Agenzia può controllarti fino a 5 anni dopo: se lo scontrino è bianco, perdi la detrazione. La mia regola: appena torni a casa, fai subito una foto o una fotocopia di ogni scontrino parlante e archivialo in una cartella dedicata (anche su Drive).
Non lasciare soldi sul tavolo per disattenzione o paura della burocrazia. Se temi di sbagliare o vuoi essere sicuro di recuperare tutto il possibile, scrivimi su: eva@commercialistaperte.it.
Eva Tallarita | Commercialista per te

