Nel mio lavoro vedo spesso famiglie unite sgretolarsi nei momenti di difficoltà, ovvero quando un genitore anziano perde la sua autonomia e salute. La gestione del patrimonio o delle scelte di cura diventa improvvisamente un terreno di scontro e la fase amministratore di sostegno lite tra fratelli risuona nel mio studio più spesso di quanto vorrei. Voglio dirti una cosa importante: l’Amministrazione di Sostegno (AdS) non nasce per dividere, ma per proteggere e unire nel momento di difficoltà. È un abito giuridico cucito su misura per la persona fragile, non un’arma da usare nelle faide familiari per regolare vecchi conti. Con questo articolo voglio fare un po’ di chiarezza.
La legge preferisce che l’incarico resti, se possibile, all’interno della famiglia. Il Giudice Tutelare tende a nominare il coniuge, il convivente o i figli. Quando parliamo di amministratore di sostegno per anziani, è naturale pensare a un figlio. Tuttavia il Giudice valuta attentamente l’armonia familiare: se nominare un figlio significa scatenare una guerra con gli altri fratelli, il Tribunale preferirà nominare un professionista esterno (come un avvocato o un commercialista iscritto all’elenco) per garantire la pace e la tutela imparziale dell’anziano.
Formalmente l’Amministratore risponde solo al Giudice Tutelare e al beneficiario. Nella realtà, però, i rapporti con i parenti sono il vero nodo critico. Se l’AdS è un familiare, gli altri parenti possono sentirsi esclusi o sospettare una gestione opaca del denaro (“Perché hai speso quei soldi?”, “Ci stai nascondendo qualcosa?”). Qui entra in gioco il valore di una figura esterna come la mia: quando subentro come amministratore di sostegno lite tra fratelli, agisco da professionista imparziale. Gestisco il patrimonio con rigore, rendiconto tutto al Tribunale e dialogo con i familiari in modo neutro, disinnescando le tensioni emotive legate all’eredità o ai soldi.
Non può ricoprire questo ruolo chi ha un conflitto di interessi con il beneficiario (ad esempio, chi ha debiti o crediti verso di lui o chi ha liti pendenti). Ma al di là della legge, non dovrebbe farlo chi non ha la serenità emotiva necessaria. Se la gestione diventa un pretesto per litigare con i fratelli, allora quella persona non è adatta, perché finirebbe per danneggiare proprio l’anziano che dovrebbe proteggere.
Il sospetto in famiglia nasce quasi sempre dalla confusione dei soldi. Se ti stai occupando delle spese di un genitore anziano in attesa di decisioni ufficiali, la regola d’oro è quella di non confondere gli interessi economici. Non usare il tuo conto personale per pagare le sue bollette, nemmeno “per comodità”. Usa sempre e solo il conto del genitore o un conto dedicato. Quando i movimenti sono tracciabili e separati, nessuno potrà accusarti di nulla.
Se la situazione in famiglia è tesa e cerchi una figura professionale che porti ordine, competenza e neutralità nella gestione dei tuoi cari, sono qui per questo. Un consulenza fiscale preventiva può aiutarti a fare le scelte giuste senza entrare in conflitto nel momento del bisogno.
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Eva Tallarita | Commercialista per te

