C’è una frase che sento ripetere spesso, quasi come un mantra, da chi mi contatta per la prima volta: “Eva, voglio aprire la Partita IVA, ma solo se è quella forfettaria perché si paga poco“. Sorrido sempre, perché capisco perfettamente quel desiderio di leggerezza e la paura dei costi imprevisti. Ma il mio compito è farti guardare oltre l’etichetta del “conveniente”. Il regime forfettario non è una magia, è un abito su misura: per qualcuno veste alla perfezione, per altri tira troppo. In questo articolo voglio accompagnarti dietro le quinte di questo regime: vedremo insieme cos’è, quali sono i costi reali per mantenerlo (anche quando non fatturi) e perché, per alcune professioni digitali, può essere davvero la svolta che stavi cercando.
Tecnicamente, il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per chi fattura meno di 85.000 euro l’anno. La sua logica è racchiusa nel nome: le tasse non si calcolano sulle tue spese reali (scontrini, affitti, benzina), ma su una base “forfettaria”, cioè una percentuale di costi decisa a tavolino dallo Stato a seconda del tuo lavoro. Con una partita iva a regime forfettario, la gestione diventa molto più snella: dici addio all’IVA in fattura e alla ritenuta d’acconto. Emetti la fattura, incassi il totale pulito e poi calcoliamo insieme l’imposta sostitutiva (al 15% o al 5% per i primi 5 anni).
Quali sono i costi fissi di una Partita IVA forfettaria?
Questa è la domanda fondamentale per fare il tuo budget annuale. Avere una Partita IVA ha dei costi vivi anche se non fatturi? Dipende dal tuo inquadramento.
Se sei un Libero Professionista (Gestione Separata INPS), la buona notizia è che i costi fissi sono minimi: paghi l’INPS solo in percentuale su quello che incassi effettivamente. Le uniche spese certe sono il software per la fatturazione e il commercialista.
Se invece sei Artigiano o Commerciante, devi considerare i contributi fissi INPS (circa 4.200 euro l’anno, riducibili del 35% su richiesta), che vanno pagati a scadenze fisse indipendentemente dal fatturato, anche se è zero.
Il mio consiglio? Il “netto” che vedi entrare sul conto non è tutto tuo. L’errore classico del regime forfettario è spendere tutto perché non si vedono trattenute immediate in fattura. La mia regola d’oro: ogni volta che incassi, sposta subito il 25-30% su un conto di risparmio o un salvadanaio digitale (gli spaces di molte banche online sono perfetti). Quelli sono soldi del fisco, non tuoi. Quando arriverà il momento degli F24, ringrazierai te stesso per questa abitudine.
Scrivimi su eva@commercialistaperte.it.
Eva Tallarita | Commercialista per te

